Contratto di affitto cointestato: cosa succede se uno degli inquilini se ne va?

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settembre 7, 2026

Un appartamento può essere affittato a una coppia, a due amici o a più coinquilini e il contratto di locazione può essere intestato a tutti. Ma cosa succede se, durante il periodo di affitto, uno di loro decide di lasciare la casa?

Il fatto di trasferirsi altrove non comporta automaticamente la cancellazione del proprio nome dal contratto. Per evitare problemi è importante capire come gestire correttamente il contratto di affitto cointestato, verificando innanzitutto ciò che è stato previsto al momento della firma.

Cosa significa avere un contratto di affitto cointestato?

Quando nel contratto sono indicati più conduttori, tutti risultano parti del rapporto di locazione.

È inoltre frequente che il contratto preveda una responsabilità solidale degli inquilini nei confronti del proprietario. In questo caso il locatore può chiedere l’intero pagamento delle somme dovute anche a uno solo dei conduttori, indipendentemente da come questi abbiano deciso di suddividere il canone tra loro.

Per questo, quando uno degli intestatari lascia l’abitazione, non è sufficiente accordarsi verbalmente con gli altri inquilini.

Uno degli inquilini può recedere da solo?

La prima cosa da fare è controllare il contratto.

La normativa sulle locazioni abitative prevede che il conduttore, in presenza di gravi motivi, possa recedere dal contratto dando al locatore un preavviso di sei mesi. Il contratto può inoltre prevedere condizioni di recesso più favorevoli per l’inquilino.

Quando i conduttori sono più di uno e soltanto uno vuole lasciare l’immobile, è però necessario valutare la situazione specifica e le clausole sottoscritte. L’obiettivo è formalizzare l’uscita del singolo conduttore senza lasciare dubbi sulle responsabilità future.

E gli altri inquilini?

L’uscita di uno degli intestatari non significa necessariamente che anche gli altri debbano lasciare la casa.

Se il rapporto di locazione prosegue con i conduttori rimasti, occorre definire con il proprietario come formalizzare la nuova situazione e verificare le conseguenze sul contratto.

C’è inoltre una questione molto pratica da valutare: chi rimane dovrà essere in grado di sostenere da solo il canone previsto.

Si può sostituire l’inquilino che se ne va?

È una situazione frequente soprattutto negli appartamenti condivisi.

Un coinquilino lascia la casa e un’altra persona è disponibile a prendere il suo posto. Non bisogna però considerare la sostituzione automatica: prima di far subentrare un nuovo inquilino è necessario verificare il contratto e coinvolgere il proprietario, formalizzando correttamente il cambiamento.

In questo modo è chiaro chi, da quel momento, è parte del contratto e quali obblighi assume.

Cosa succede al deposito cauzionale?

Anche la cauzione può creare qualche dubbio quando soltanto uno degli inquilini lascia l’abitazione.

Se la locazione continua, infatti, il proprietario non è necessariamente tenuto a restituire in quel momento una quota del deposito: la cauzione continua a garantire gli obblighi derivanti dal contratto.

Gli inquilini possono eventualmente regolare tra loro la quota di chi esce e quella di chi rimane o del nuovo conduttore, ma è importante che ogni passaggio sia documentato e coerente con gli accordi presi con il proprietario.

Meglio mettere tutto per iscritto

Che si tratti della fine di una convivenza, di un coinquilino che cambia città o semplicemente di nuove esigenze personali, la regola più importante è non limitarsi a lasciare materialmente l’appartamento.

Finché la posizione contrattuale non viene gestita correttamente, chi se ne è andato potrebbe continuare a risultare intestatario del contratto e ad avere obblighi nei confronti del locatore.

Comunicazioni scritte, rispetto dei termini previsti e corretta formalizzazione dell’eventuale uscita o sostituzione permettono di tutelare tutte le parti coinvolte.

Quando cambia la composizione degli inquilini di una casa in affitto, confrontarsi con un professionista può aiutare a individuare la soluzione più adatta al contratto e alla situazione specifica, evitando che un semplice cambio di casa si trasformi in un problema successivo.