
Per molti il cartongesso richiama ancora alla mente gli interni degli anni ’90 e dei primi Duemila: controsoffitti articolati, faretti incassati, velette e giochi di livelli che diventavano elementi decorativi molto visibili.
Oggi il materiale è lo stesso, ma è cambiato il modo di utilizzarlo. Negli interni contemporanei il cartongesso tende a farsi più discreto e a integrarsi nell’architettura della casa. Serve per creare volumi, risolvere spazi difficili, nascondere elementi tecnici o realizzare strutture che sembrano parte della parete.
Vediamo alcune idee per utilizzarlo in modo attuale.
Una delle applicazioni più interessanti è la libreria in cartongesso su misura.
Mensole e nicchie possono essere progettate direttamente in funzione dello spazio disponibile e dipinte nello stesso colore delle pareti. Il risultato è molto diverso da quello di un mobile tradizionale: la libreria diventa parte dell’architettura della stanza.
Può occupare un’intera parete oppure sfruttare spazi più difficili, come i lati di un camino, una rientranza o una porzione inutilizzata del soggiorno.
Il cartongesso permette anche di ripensare la classica parete attrezzata.
La TV può essere inserita in una composizione che comprende nicchie, mensole, illuminazione e vani tecnici, nascondendo cavi e collegamenti. Il risultato può essere estremamente essenziale, soprattutto se si riduce il numero degli elementi a vista.
Anche in questo caso, la tendenza contemporanea è evitare composizioni troppo elaborate e lavorare invece con pochi volumi ben proporzionati.
Non sempre serve aggiungere un mobile.
Una nicchia in cartongesso può creare un piccolo spazio contenitivo in bagno, sostituire alcune mensole in soggiorno oppure diventare un piano d’appoggio accanto al letto.
L’effetto è particolarmente interessante quando la nicchia viene integrata nella parete e valorizzata con una luce LED nascosta, capace di sottolinearne la profondità senza aggiungere lampade o altri elementi.
In camera il cartongesso può essere utilizzato per creare una controparete dietro il letto, trasformandola in una vera testata architettonica.
Si possono ricavare nicchie laterali al posto dei comodini, inserire punti luce oppure creare un piano continuo sul quale appoggiare piccoli oggetti.
Una soluzione utile anche per integrare prese e collegamenti, lasciando la parete visivamente più ordinata.
Il cartongesso può servire anche a modificare la distribuzione degli ambienti senza necessariamente creare una separazione completa.
Una quinta può, per esempio, schermare l’ingresso dal soggiorno, delimitare un piccolo home office o separare parzialmente la zona notte da una cabina armadio.
In questo caso il vantaggio è poter disegnare la divisione in funzione dello spazio, scegliendo altezza, larghezza e aperture invece di ricorrere necessariamente a una parete tradizionale.
Tra le interpretazioni più contemporanee c’è anche l’utilizzo del cartongesso per creare pareti, raccordi e volumi curvi.
Gli angoli arrotondati e le forme morbide possono rendere più fluido il passaggio tra due zone della casa oppure caratterizzare una parete senza aggiungere decorazioni.
È un approccio molto diverso dai giochi geometrici di controsoffitti e velette che hanno caratterizzato altri periodi: il volume stesso diventa l’elemento progettuale.
C’è infine una funzione meno scenografica, ma molto utile: utilizzare il cartongesso per integrare ciò che normalmente interromperebbe la pulizia di una parete.
Impianti, cavi, tubazioni e altri elementi tecnici possono essere inseriti all’interno di contropareti e strutture progettate appositamente, prevedendo naturalmente le necessarie possibilità di accesso e manutenzione.
In questo modo una necessità tecnica può diventare il punto di partenza per creare una libreria, una nicchia o una parete attrezzata.
Più che il cartongesso in sé, quindi, a essere cambiato è il modo di progettarlo.
Se negli interni di qualche decennio fa veniva spesso utilizzato per aggiungere forme e decorazioni, oggi può fare quasi l’opposto: semplificare, integrare e nascondere.
Librerie, nicchie, pareti attrezzate, quinte e volumi curvi mostrano quanto un materiale apparentemente semplice possa diventare uno strumento per personalizzare la casa e sfruttare meglio lo spazio.
La differenza, come sempre, sta nel progetto: meno elementi aggiunti per decorare e più soluzioni pensate insieme all’ambiente.